L'albero
Quando di me
non rimarrà che fredda bellezza
e il mio corpo sarà rigido
come tronco morto,
portatemi verso le mie arboree tombe.
Lasciate pure
che i miei rami segnino,
strusciando,
il cammino sulla terra umida.
Non avrà più importanza
dove sono nata
o vissuta,
dove si è posato il mio sguardo,
ciò che hanno catturato i miei occhi,
il verde,
il verde...
non importa più
ora che sono chiusi per sempre;
ma voi,
sradicate le mie membra
e lasciate ch'io marcisca.
Da questo cimitero
di muschio e vermi
risorgerò ancora.
©
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L'autore
Elisa Gaia
Sono una ragazza di 18 anni che ama leggere e scrivere poesie. Sono una persona estroversa e creativa, mi reputo una persona profonda, in grado di ascoltare e comprendere gli altri ed è forse questa mia attitudine all'osservazione che mi permette di vedere oltre la apparenze e cercare il significato nascosto in ogni co
Commenti (1)
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Lidia Filippi9 aprile 2017
Versi fortissimi, crudi che scatenano emozioni contrastanti... Eppure la fede, solo la fede di un riscatto con la resurrezione da quel destino comune. Cià che rimane è amore ed esso trionferà...
