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Introspezione 12 aprile 2017 · lettura 2 min · 710 letture

Per necessità, mai per voler mio

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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So che il giorno mi perdo te – mi duole il distacco e la fuga e questo provvisorio parcheggio della mente e del corpo - Consapevole del taglio - mi perdo te che non ami le voci il caos le risse le cose i traguardi terreni Ma è un pegno da pagare un segno dell’umana presenza in questo mondo di fatica del vivere e prove per resistere all’usura del tempo La realtà fatale di un cibo che sfama di lamentata sete di beni fugaci superflui ed inutili equi o discordi di lavoro e di ricompense promesse e speranze che cadono... Tu sei oltre - il vero sapere - il volo irrinunciabile la libertà della mente sovrana l’intima ricerca d’un cammino parallelo luce che confabula con le ombre le dirotta le ammaestra le dissolve Sei essenza che moltiplica la gioia sofferenza che scava nell’anima inquietudine e voglia d’oblìo Sei pioggia sull’arido deserto E sei le pagine sfogliate a caso ad una ad una a ritroso reinventate Armonia sul frastuono sulle ore più ostili amante fedele in attesa perenne rifugio e consolazione forza che mai desiste Stiamo in due - sulle onde - che guardiamo abissi in equilibrio... eppur vaghi e disattenti E col passo leggero a sfiorare i carboni noi che non conosciamo misure e siamo all’estremo – impavidi - e abbiamo tutta la vita in un grumo tutto il grumo in un pugno Vivo per te finché sei in me In un solo verso è il respiro in un respiro... il nuovo giorno
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Ad Euterpe, la Musa della lirica monodica e dell’auletica. Ci dedichiamo alle altre cose della vita per necessità. Tutto il resto del tempo è poesia ed è consacrato a lei, alla Musa - R. Sacchi -

L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (1)

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Patrizia Ensoli12 aprile 2017

Per necessità, per costrizione ... ma in fondo forse non siamo nati per trascorre ogni attimo di vita a svolgere attività che limitano estro e bellezza (troppo ne aneliamo l'abbraccio) . Una necessità che si trasforma in prigionia. Materiale (sociale) L'anima poetica oltrepassa la condizione terrena per raggiungere soglie di vastità ... in quel grumo di vita, in un pugno sofferto.