Distanze

Venivi da un'idea lontana,
come un uccello piumato,
uno di quelli, che non esistono.
Ma che si sognano,
si sognano continuamente.
E ti dimentico, in qualche mio silenzio
poi mi giro e non mi vedo più
tu non parli, ma la tua voce
rimbalza in ogni sguardo,
come lettera muta, un urlo soffocato.
Ti dimentico, e qualcosa muore
è dentro di me, ogni tua malinconia,
ogni silenzio, ogni luce,
persa nei tuoi occhi.
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Commenti (1)
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Pagu13 aprile 2017
Un testo delicato e scritto con indubbia raffinatezza. Il mio elogio al bravo poeta. Complimenti.
