Mediterraneo
Giovanni De Gattis
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Oh! Mediterraneo. Marenostro
quanta follia paventa il mare,
quanta disperazione accoglie il mare.
Quanta ipocrisia sopporta il mare.
In quell'azzurro d'immenso morire
accogliesti quei coraggiosi eroi
come il canto di poeti antichi
condusse l'ardimentoso essere
di altrettanti impavidi uomini
alla ricerca della propria identità
Nulla può il cocente sole, se non
assistere a tanta inquietudine
sparsa ovunque in quell'andare
verso l'oltre. Quell'improbabile pensiero
talvolta assente, in quel nostro mare amico.
Oh! Mediterraneo. Marenostro.
Ora il mondo intero t'osserva e giudica:
“conclamata tomba d'ignoti ardori”
Eppure quell'azzurro, concede riflessione
e una sommessa preghiera nell'eterna solitudine.
Quanta follia paventa il mare
quanta disperazione accoglie il mare
quanta ipocrisia sopporta il mare.
Barconi inzuppati d'ansia e d'incognita illusione
s'apprestano a parlare al mare
con parole confuse e senza senso
a quel mare che, s'è preso quell'anima
e quella gioia e quel sorriso che
gorgheggia fra onde incoscienti
infrante in una terra incognita e
fra lo stupore d'increduli isolani.
(gente di mare ospitali e fragili esseri).
Mediterraneo è pieno di quel parlare!
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Giovanni De Gattis
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