Tregua
Non puoi uccidere
quel che in me, è immortale.
Vedo solo frecce spuntate
ormai: riponi l'arco e la faretra,
datti quiete, dammi quiete.
Quel che amore più, non concede,
l'uomo non può lesinare,
ognuno ha lembi di cuore
bruciati in tasca.
Nel tuo dolore si specchia
il mio, l'universo è infinito,
quanto ignoto.
Concediamoci tregua,
magica bolla per la nostra
favola.
E poi, strappami via
un po' di questo amore
che mi hai cucito addosso.
©
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L'autore
Gabriella Zagaglia
Ho iniziato da bambina, in segreto. Scrivevo piccoli versi su ogni supporto possibile. Giusto il tempo, a 5 anni, di mettere insieme qualche parola. Una necessità scaturita dal profondo. Poesia nel sangue, nel cuore, nella vita. Ogni occasione è sempre stata buona per incidere sentimenti su carta ed altro. Mi deridevan
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