Ingratitudine
Anna Rossi
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L’albero scuote le cime
e urla rabbioso...
Non ce la faccio più
a sopportare il vostro peso
Vi ho dato la linfa
per crescere sani e succosi,
per riempire di sole la vostra polpa,
che d’acerba,
è divenuta dolce come il miele
Ora sono stanco,
i miei rami si spezzano,
per il vostro egoismo
e sono diventati frasche,
deboli e senza forze
Avete piegato
il mio fusto bello e rigoglioso,
e l’orgoglio per avervi
dato la vita,
si è tramutato in pianto
Ora è tempo di raccolto,
ora è tempo di riposo...
Vorrei ripiegare le mie ossa
sulla terra
per accoglierne il calore.
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L'autore
Anna Rossi
Commenti (4)
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carla composto20 aprile 2017
bellissima ed intensa lirica ricca di metafore emozionante da elogiare per i bellissimi versi che arrivano al lettore
Luciano Capaldo20 aprile 2017
Una lirica in una metafora eccellente. Indubbiamente per quanto quelle chiome possano anche offrire ombra, talvolta diventano peso quando manca la gratitudine dell'esistenza in vita ed il sostentamento. Il mio elogio.
r
romeo cantoni20 aprile 2017
...Stupenda metafora della vita che purtroppo dona molto ma riceve poco ...l'ingratitudine umana non conosce la fine dei tempi...
Giacomo Scimonelli20 aprile 2017
L'essere umano non conosce il rispetto ma solo ingratitudine ... la vita, la natura sono alla base dell'esistenza e non ricevono il giusto e doveroso rispetto che meriterebbero... metafora originale e condivisa... bei versi... ben scritti ed efficaci



