Fame
Vetri opachi rigati da gocce di passato
tempie di crani in tensione
bagnati di serenità stantia
Vortici melmosi intrappolano l'anima
oscuri come notti di velluto
pettinate da sogni e desideri smorzati
Squarci putridi affondano lo stomaco
liberando inquietudini marce
Tutto è inondato di luce e pretese di vita
fendenti come spade di rinascita
infilzate ardenti nelle carni
Sangue pulsante nel doppio ventre del desiderio
occhi, mani, labbra, contorni inesauribili di mondi addormentati
sconosciuti a tutti ma bramati e destati da cosce in tensione
Desiderio e fame inarcano schiene piegate dal tempo
mentre vetri limpidi riflettono pensieri in penitenza
Tutto è sogno, il destarsi incubo, il domani morte.
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Commenti (1)
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Marinella Fois21 aprile 2017
versi ricchi d'immagini, che trasudano tensioni scure come la notte. Ma negli ultimi versi, s'intravede luce, speranza. bella chiusa!
