Nati d’aprile
carla vercelli
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Nati d’aprile
fratelli del glicine e del vento
con quei sorrisi dolcissimi
fioriture improvvise di parole sussurrate
folgori
temporali covati nei cumuli di cieli
limpidi
e poi ancora a spiovere, sorrisi
disorientanti
le bussole e il cuore
nelle costellazioni dei testardi
e nei gironi degli amanti
teneri e crudeli
capitani coraggiosi
d’aliscafi quotidiani,
d’incontri assedi bollenti,
pervicacemente fedeli
pronti a dimezzarsi l’età
o ad aumentarla per saggezza
per seduzione per vanità
per stranezza
comunque pronti
a scontare gli istinti passionali
mettendo le mani in nidi di vespe,
a rapirmi, Galatea,
da una valva di gelato
e scorza dura
la loro, la mia
se non li avessi già così
li inventerei,
così sensuali
da accendere i muri e i prati
di colori purpurei e i laghi di frangenti
centrifughi, quasi fluviali
nei discorsi e nell’amore
mai e poi mai uguali
se non li avessi li inventerei
tali e quali,
nati d’aprile, gli uomini miei.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (1)
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Umberto De Vita21 aprile 2017
Beh, no so se i nati d'aprile abbiano delle qualità particolari, mentre so valutare (credo) una bella poesia come questa. Ho apprezzato molto l'incipit della poesia, un tantino meno la chiusa, ma l'intera poesia è eccellente con versi eleganti e suadenti. Il mio sentito elogia alla poetessa.

