Scorrere

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Incalza il ritmo della creazione primigenia, la poetessa Patrizia Ensoli che lancia strali di metabolizzate icone ancestrali. “E fu sera e poi mattino E fu luce” per regalare equilibrio all’incandescenza della vita in un universo misterioso. “Fu aria che esplose scindendo d'un colpo materia celeste”. Sembra di leggere il primo capitolo dei libri sacri dell’umanità, ma con una poesia ritmata nell’odierno: “fu l'inizio lasciato cadere. Eternità: tra fili d'erba l'istante d'agonia”. La chiusa “dentro al caos di un fiore” riprende il leit motiv e le pause che interrompono il ritmo e disorientano “Un grande imbarazzo in calma indolente...”.
in versi la creazione dell'universo molto apprezzata per semplicità e un po' d'ironia tanto da dire tra fili d'erba sboccia un fiore... come se fosse cosa scontata,...elogio all'autrice...
Un bel decantare attraverso i momenti di creazione, bella e originale poesia che si lascia leggere piacevolmente verso dopo verso, complimenti all'autrice.
Non so, forse sarò un bastian contrario, ma a me questi splendidi versi suscitano tutt'altra sensazione, di fronte ad un universo meravigliosamente creato l'umanità ha fatto e sta facendo di tutto per determinarne l'agonia, un'agonia che passa sotto l'indifferenza totale, un'agonia che sfugge alla luce del mattino come al buio della sera. Un fallimento che questa lirica mirabilmente stilata rinfaccia a noi tutti. Ma forse mi sbaglio, io so' strano.



