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Spirituali 22 aprile 2017 · lettura 1 min · 1509 letture

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Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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E fu sera e poi mattino E fu luce. Spazio oscuro acqua e terra. Stelle ben fatte puntate sul mondo. Fu aria che esplose scindendo d’un colpo materia celeste. Fu l’inizio lasciato cadere. Eternità: tra fili d’erba l’istante d’agonia. Lanciata al mattino fin dentro le sere. Un grande imbarazzo in calma indolente. Dentro al caos di un fiore.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (4)

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Mina Cappussi22 aprile 2017

Incalza il ritmo della creazione primigenia, la poetessa Patrizia Ensoli che lancia strali di metabolizzate icone ancestrali. “E fu sera e poi mattino E fu luce” per regalare equilibrio all’incandescenza della vita in un universo misterioso. “Fu aria che esplose scindendo d'un colpo materia celeste”. Sembra di leggere il primo capitolo dei libri sacri dell’umanità, ma con una poesia ritmata nell’odierno: “fu l'inizio lasciato cadere. Eternità: tra fili d'erba l'istante d'agonia”. La chiusa “dentro al caos di un fiore” riprende il leit motiv e le pause che interrompono il ritmo e disorientano “Un grande imbarazzo in calma indolente...”.

e
emiliapoesie3922 aprile 2017

in versi la creazione dell'universo molto apprezzata per semplicità e un po' d'ironia tanto da dire tra fili d'erba sboccia un fiore... come se fosse cosa scontata,...elogio all'autrice...

Maria Luisa Bandiera22 aprile 2017

Un bel decantare attraverso i momenti di creazione, bella e originale poesia che si lascia leggere piacevolmente verso dopo verso, complimenti all'autrice.

Enrico Baiocchi23 aprile 2017

Non so, forse sarò un bastian contrario, ma a me questi splendidi versi suscitano tutt'altra sensazione, di fronte ad un universo meravigliosamente creato l'umanità ha fatto e sta facendo di tutto per determinarne l'agonia, un'agonia che passa sotto l'indifferenza totale, un'agonia che sfugge alla luce del mattino come al buio della sera. Un fallimento che questa lirica mirabilmente stilata rinfaccia a noi tutti. Ma forse mi sbaglio, io so' strano.