Macule di tramonti tra scirocco e galaverna
Lo sguardo da ombre d'estate
ha lentezza di frutti sulla spalla:
se sobbalzano di crepuscolo, le palpebre
smettono di brillare anche le lucciole?
Da giorni gli occhi hanno macule di tramonti
e non è così semplice l'aria
se il maestrale imperversa e sulla pelle
l'inverno, irregolare, si riversa.
Ah, la luce che le pupille inclina! Luce
splendida macropsia che li sospende
su spicchi di notti e tempie
che dei nembi non sentono il dileguare.
E' per questo, retina, che pronunci vuoti
fra i capelli e scura barcolli? E' per questo?
Chiudi ché umido è l'interno. E perché guarda:
nel mentre di galaverna ferma e bianca
scirocco, ora, all'improvviso. E i pieni. Guarda.
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Commenti (1)
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carla vercelli29 aprile 2017
Infinita, la capacità di coinvolgere, nella lettura, da parte della poetessa. Guardare è oltre il semplice vedere. È osservare attentamente, passare dai sensi all'esperienza, alla percezione, che può trasfigurare un semplice paesaggio in uno specchio dei nostri moti interiori. E questo messaggio, nella poesia, è abilmente strutturato, con un'enfasi sottile, raffinata e per niente retorica. Molto piaciuta ed apprezzata!
