Scarponi
Giuseppe Monteleone
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Confesso di aver ironizzato
sul tuo cognome
io che vengo da una famiglia di scarpari.
Mi piacevi Michele
ti ho visto nei giorni di Pasqua
al giro delle Alpi
mi ricordo del 2011
il ciclismo – confesso - è l'unico sport
che mi appassiona
non ho la bici
la comprerò prima dell'estate.
Vado a piedi ma cammino poco
in macchina rallento sempre
quando vedo i ciclisti della domenica
passano gli amici in fila indiana
disciplinati anche sulle superstrade
c'è chi va Nizza e non trova Garibaldi
c'è chi va a Santiago in pellegrinaggio
c'è chi va dal Papa per il Giubileo.
Tu Michele
non andavi da nessun parte
ti allenavi un'oretta
come sempre alle porte di casa.
Un destino beffardo
ti ha tolto a noi
alla tua famiglia.
Dove ti trovi...
allaccia i tuoi scarpini
non smettete di pedalare.
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L'autore
Giuseppe Monteleone
Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di
Commenti (1)
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Paola Galli3 maggio 2017
Stupenda dedica ad un campione, umile e genuino che se n'è andato in punta di piedi senza troppo scalpore, lasciando un nobile ricordo della sua gloria. Come sempre l'autore si destreggia con uno stile originale e fresco, rendendo possibile ed umano anche un evento tragico come questo, dando spazio al cuore più che al risentimento.

