Tran tran
Ed ora la balbuzie
ha il sopravvento
tra spazi di silenzio
che indicano sogni ed attese.
I falchi volano alti
mirano a prede in basso
una bocca racconta
di pene ed altri incespichi.
Andare avanti come niente
guardare di tanto in tanto intorno
leggere le voci che vengono dai vicoli
mentre ascolti una radio lontana.
E finalmente sei a casa
non ascolti più le voci
e spegni quello schermo
da mille nebbie avvolto.
Saranno ora acque calme
nei colori caldi della notte.
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Commenti (1)
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Rosetta Sacchi25 aprile 2017
E' il tran tran del nostro quotidiano vivere, che a volte si traduce in monotonia, altre volte, ci fa desiderare novità che ci conducono lontano da quel ritmo sempre uguale, dandoci una scossa e l'occasione di fermarci a riflettere sulla vita e su quanto sia bella. L’autore parla di sé, di altri? Quando esprime una sorta di sollievo conseguente allo zittire delle voci d’intorno, per tornare a quella calma della casa come fosse nido o culla? Non importa, perché ognuno di noi, leggendo i suoi versi, può rivivere una condizione già provata, allo stesso modo, o in modo diverso.

