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Ribellione 25 aprile 2017 · lettura 2 min · 1850 letture

Butto la maschera alle ortiche

Mina Cappussi 89 poesie pubblicate
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Voglio chiudere a chiave il mio mondo girarci rilassata in mutande dare spazio alla follia che si agita dentro reclusa a oltranza. Voglio riprendermi l’anima lacerata dalla legge, scarnificata da regole divenute strette. Voglio gettare la maschera che generosamente copre le rose, le spine, il genio creativo che in me danza. Voglio scalfire superbia, frantumare illusione di carte che regalano a caro prezzo un posto nel mondo. Digito nella mente i tasti dell’anarchia rivendico il diritto di emozionarmi ogni giorno ogni ora. Voglio essere me, che piaccia o no, voglio piantare alberi, dove sangue fu versato in guerre idiote. Voglio ibernarmi e tornare tra cent’anni quando non saranno più schiavi gli animali e gli uomini neppure. Datemi una gomma per cancellare le orrende cose che avete fatto. Sulla bilancia all’equilibrio metto tutto il bello del mondo. Pesa più il sole il coro degli uccelli il profilo dei monti il celeste del cielo; pesano gli occhi d’un bambino il gioco di cuccioli il coraggio di una mamma; pesa di più persino l’evanescenza d'una nuvola che interrompe, a tratti, il blu.
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Datemi un martello, gridava Rita Pavone, immortalando la rabbia bambina di tempi più semplici. Oggi, nel segno della non violenza, chiedo una gomma, per cancellare le cose brutte e orrende. C'è bisogno di togliere la maschera per ritrovare se stessi, lavando simulacri consuetudinali che erodono, pezzo a pezzo, la libertà

L'autore
Mina Cappussi
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Commenti (3)

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Ho letto attentamente questo testo e condivido ogni verso che l'autrice ha saputo scrivere con tutta la sua anima e con tutto il suo cuore! Complimenti davvero a questa sensibilissima poetessa!

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andrea ristori26 aprile 2017

Ode alla libertà, inno alla verità, passione e voglia di vita autentica contro un sistema che l'uomo ha strutturato a sua immagine e somiglianza (ahimè) e che reprime bellezza e sentimenti, un sistema che si nutre dello stesso male che ha creato, fatto su misura per generare odio e violenza, disuguaglianza. Forse cento anni non basteranno, l'essere umano necessita di un'evoluzione di pensiero.

Anna Di Principe26 aprile 2017

Una pregevole lirica, che esprime la volontà di essere se stessi per ritrovare la possibilità di emozionarsi e di amare, cancellando tutto ciò che è violenza e sofferenze. Una forma di ribellione allo status quo depressivo e che attanaglia le persone sensibili. La mia ammirazione per la brava Poetessa non solo per il contenuto, ma anche per la forma stilistica. Plauso!