Senza nome

Amo la tua solitudine
quel tuo modo strano
di parlare col fuoco
e guardare nuvole lontane
ti sento nella notte
passeggiare tra le righe
cadendo ogni tanto
da un dolore all'altro
segui, qualche stella senza nome
e gli hai dato un nome
di un figlio che non c'è
poi raccogli la rugiada
dissetando le tue rose
ma quando guardi il cielo
lo apri con le mani
prima di dormire,
prima di tornare.
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Commenti (3)
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V
Vera Bianchini26 aprile 2017
E gli hai dato un nome di un figlio che non c'è... Grazie.
Pagu26 aprile 2017
Un testo di grane fascino che piace e cattura. Il mio elogio al poeta. Complimenti davvero.
Umberto De Vita26 aprile 2017
Poesia affascinante e coinvolgente. Il poeta ancora una volta non si smentisce.

