Settecento
Peppe Cassese
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Son settecento fatele passare
in fila indiana o affidate al caso
in certe cose credo conti il naso
che gode nel poterle sbrodolare.
Son settecento pronte per spaziare
in questo cielo oppure dentro un vaso
in faccia al sole tanto son pervaso
dentro i suoi raggi senza mai inquinare.
E le incontrate dentro questo storno
di bardi e di leggiadre tortorelle
col dolce sì sia andata che ritorno
che come spiritate campanelle
suonano tutte in coro notte e giorno
trillando nella testa e sulla pelle.
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Peppe Cassese
Commenti (2)
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Luciano Capaldo27 aprile 2017
Un sonetto che da speranza e gioia e la voglia di essere sempre presenti. Uno sprone per tutti noi e per quanti si avvicineranno ad ogni proprio traguardo. Il mio elogio.
L
Loretta Zoppi27 aprile 2017
Sono tutte lì nei cuori di chi le ha lette, assaporate, centellinate come un buon vino, magari alcune disprezzate o poco commentate, e un po' dimenticate! Un bel numero che volano nel cielo limpido dei sentimenti!💙😇

