Un tempo

Un tempo l'orologio andava piano
e si passavano le ore dietro i cespugli
e l'alba finiva in fretta
per correre dietro alle notti
un tempo ero un fanciullo
e costruivo fortezze nei cortili
le dame dei coralli si vestono di sera
un tempo c'erano più stelle
e le contavo ad una ad una
un tempo mi perdevo nei tappi di bottiglie
tenevo tesori e segreti nelle tasche
un tempo c'erano le strade
e le voci di madri dai balconi
ero malato un tempo, di quella strana nostalgia
un tempo fui fanciullo e non seppi mai volare
correvo forte un tempo, correvo più veloce
per arrivare prima, prima del mio dolore.
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Commenti (1)
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Donatella Pezzino28 aprile 2017
"Niente è più come una volta". Quante volte ci siamo sorpresi a pensarlo? I colori dell'estate, lo scorrere del tempo, le stelle del cielo, perfino la merendina che amavamo tanto, oggi non hanno più lo stesso sapore di quando eravamo bambini. Allora, tutto era sogno e tutto era reale: eppure, se ci guardiamo indietro, non era la nostra capacità di volare a creare la magia. E' in quella corsa, in quell'arrivare sempre un attimo prima del dolore, la forza che abbiamo perduto. Splendido il susseguirsi delle immagini, in un crescendo che prende e incanta; impossibile non lasciarsi coinvolgere, impossibile non riconoscere almeno un frammento dei nostri ricordi più belli. Una lettura malinconica e dolcissima.
