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Fantasia 30 aprile 2017 · lettura 1 min · 1377 letture

Parlano le Parole

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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"Fummo create per facilitare quasi tutti i contatti fra gli umani, però poi i nostri pregi ad esaltare ci mettemmo, con sogni sovrumani. ’In principio era il Verbo‘, ci fu detto, e noi c’inorgoglimmo così tanto da crederci dotate d’intelletto, e ci paragonammo a Dio soltanto. Ci diedero i caratteri, un vestito, e spesso più di un significato: fu ogni nostro apparire riverito in tutte le contrade del Creato. Decidemmo le sorti degli Stati, e quelle delle umili persone, uscimmo dalle penne di gran vati, da bocche di donnette semplicione. Eravamo però - ahinoi! - mortali, ma con calma e pazienza ben facemmo parecchie figlie a noi piuttosto uguali, e la nostra genia non estinguemmo. Un domani, chissà, per lui fatale, chi ci ha creato più non ci sarà, ma resteremo noi, nell’immortale vita su carta, per l’eternità! "
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Questa mia poesia vorrebbe essere una sorta di compendio di storia del linguaggio. Nella prima strofa sottolineo che, da quando l'umanità l'ha creato, il linguaggio ha assunto sempre più importanza, finendo col montarsi la testa... Supportato da credenze religiose (seconda strofa), esso, prima soltanto orale, fu "vestito" con l'invenzione della scrittura, che diede alle lettere i "caratteri" (terza strofa) . Fu usato da tutti, dai politici che decisero le sorti delle nazioni, dai grandi intellettuali e dalle persone più semplici (quarta strofa) . La quinta strofa allude alle lingue ora morte (latino, antico germanico, ecc.) , che però, prima di estinguersi, pensarono bene di fare tante figlie (l'italiano, il francese, l'inglese, tutte le lingue che attualmente si parlano e si scrivono nel mondo) . Per quanto riguarda l'ultima strofa, infine, so benissimo, come mi ha fatto notare in bacheca una poetessa, che anche la carta non è eterna, ma le esigenze della rima mi hanno portato a immaginare (era una poesia di "fantasia", del resto) che quelle parole si siano illuse così tanto da credere di essere diventate immortali!30 luglio 2017
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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Giacomo Scimonelli30 aprile 2017

Una Poesia armoniosa e originale dedicata alle parole... l'importanza delle parole per comunicare e la loro rilevanza per come incidono nella vita di tutti i giorni... le parole hanno spesso significati diversi ed è facile fraintenderle... ci sono parole poi che decidono la sorte degli stati e la vita dei mortali... si deve sempre stare attenti all'utilizzo delle parole... una cosa è certa... le parole sono immortali quando vengono scritte su carta e sopravvivono mentre chi le ha create non ci sarà più...