Scheggia impazzita
Pino Gaudino
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Sto solo come un uomo insieme alla sua ombra,
passo sulle cose sfiorandole appena,
è già sono lontano,
mi ritrovo troppo tardi per capire che vita hanno,
corro a duecento battiti all’ora su questa strada sempre più dura,
il manto freddo verniciato da un nero metallizzato è la
pista dei miei versi,
tengo il fiato ai miei sentimenti allacciati con un filo
che spesso ho usato per suturare il mio mondo con il tuo.
Con questa macchina sgangherata ti portai al
mercato di Chinatown,
immischiando madreperla e corallo insieme alla polvere di corno
di rinoceronte bianco,
costruimmo talismani che donassero la felicità,
si può credere o non credere ma niente funzionò,
scesa dalla portiera mai più tornò indietro,
non ricordo se fosse il paese dei balocchi
ma sicuramente faceva rima con allocchi.
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L'autore
Pino Gaudino
Giuseppe Gaudino nasce a Salemi, in provincia di Trapani, il 4 Aprile 1964. Dopo gli studi classici, intraprende un lavoro che lo formerà nei valori più profondi della vita: entra infatti, come operatore socio- sanitario, in un’associazione di Salemi, il CS. R., che si occupa di persone diversamente abili, nella q
Commenti (1)
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Sara Acireale30 aprile 2017
Come una scheggia impazzita corro a 200 battiti all'ora senza una vera meta da seguire, senza direzione alcuna... Forse arrivammo al mercato di Chinatown, forse con un miscuglio imprevedibile costruimmo talismani per avere un po' di felicità. "Niente funzionò" scrive il Poeta. È incredibile dove può arrivare la fantasia... Può essere da stimolo per scrivere questi versi originali

