Mondo perduto
Sgomento
per le tante parole
portate dal vento,
come una pazzia,
una forte scossa
che continua a sconvolgere
un'idea ferma...
adesso
ho sonno
e vorrei assopirmi
sotto queste quattro nuvole
che mi faranno da coperta,
nascondendo le lacrime
che il tempo ha versato
inopinatamente...
anche la pioggia
è fredda
come il tuo alito possente
che non abbraccia più sogni...
ora
sto qui
con le mie chimere,
sedute supine
ad abbracciare il terreno
e a fare silenzio...
ecco,
odo solo il suo rumore
che si agita
fra mille spine pungenti,
cercando di divincolarsi
da quella morsa ferale;
io,
da oggi in poi,
non sognerò nubi cadenti:
voglio imprigionarmi
in voli spiegati
verso un sole cocente,
verso mondi sconosciuti
che assicurano infiniti
di luce;
i miei
sono laggiù nel baratro:
li vedo
e non posso toccarli...
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L'autore
La Forgia Leonardo
Nasce a Molfetta (BA) il 20 Giugno 1955. Dopo essersi diplomato al liceo classico della stessa città, ha continuato gli studi nell'Università di Bologna studiando Chimica. Appassionato di letteratura, poesia, fotografia, ha partecipato a mostre fotografiche, allestendone personalmente alcune per diversi anni, elaborand
Commenti (1)
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Francesco Rossi1 maggio 2017
Mi piace come il poeta affronta la tematica destreggiandosi con abilità tra il divincolarsi e quello che non si riesce a toccare.
