Per troppo amore

Maria Rosa Cugudda Serra, è nata in provincia di Oristano, ma residente da oltre trent'anni in Piemonte, felicemente sposata con un medico, col quale collabora nella sua attività. Laureata in Pedagogia, con tesi in Sociologia "Le malattie mentali degli emigrati"; è stata allieva del sociologo bolognese Achille Ardigò
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E’ mai troppo l’amore? O ciò che chiamiamo amore è solo un sentimento di paura e di possesso? A rispondere è Maria Rosa Cugudda, che materializza sogni e ricordi, che sembra udire il suono dell’assenza, che stride con “liete stagioni ove il sole si confondeva col nostro amore”. E’ il silenzio della lontananza, che scardina l’uscio delle emozioni, facendo riaffiorare immagini e “frastuono di vita”. La lirica si chiude con una domanda, alla quale la poetessa di riserva di rispondere in privato. E’ l’amore il sentimento principe che ci solleva dalla materialità del quotidiano per collegarci al senso profondo della vita?
Quante domande non ottengono le risposte che ci si aspetta? Il pensare alla vita fa tornare alla mente ricordi non sempre lieti. Ma l’amore, quello vero e vissuto con intensità e trasporto emotivo, può lenire ogni dolore, anche solo al pensarlo. Tali sono le poetiche riflessioni che balzano alla mente, leggendo questo testo, impregnato di vero pathos. Un plauso di merito all’autrice.


