Ricordi vivi

La voce familiare del lattaio
che ci svegliava presto la mattina
e quella del garzone del fornaio
che ci invitava a chiudere le "ceste"
di pasta lavorata con fatica
di notte dalle mani della mamma.
Profumo ancor fragrante nella mente
ed occhi inumiditi dal ricordo.
Festosi a mezzogiorno del ritorno
delle pagnotte cotte e dell'amore
con cui dentro la casa s'accoglieva
il dono del sudore e della gioia.
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Commenti (1)
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Mina Cappussi1 maggio 2017
Ricordi che si fanno reali, che portano il segno della malinconia per un mondo passato, dal quale emergono immagini, profumi, sensazioni. “La voce familiare del lattaio” e “quella del garzone del fornaio”, “la pasta lavorata con fatica di notte dalle mani della mamma”. Così forte il ricordo che inumidisce lo sguardo della poetessa, alla quale par di sentire ancora nelle narici il profumo fragrante del pane. Dal valore altamente simbolico, il pane rappresenta il senso del lavoro e del sacrificio “dono del sudore e della gioia”. Ma Libera Mastropaolo va oltre, inquadra il ricordo nell’amore con il quale le cose quotidiane acquistavano un senso e una dimensione nuova.
