Maggio fiorentino
alias Marina Pacifici
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Nella dolcezza del mattino
maggio su Firenze e dintorni
in pennellate di chiarore e colori di vita
stende il nuovo verde.
Splende il biancospino
tra gemme di rugiada
e in un diadema di luce
nasce sovrano il giorno.
Per sentieri agresti
la primavera si fa strada
e lo sguardo estasiato all'orizzonte si perde
nel digradare armonioso di colline.
Lontana è la tristezza nel trionfo del sole.
Solo profumo di glicine si effonde
dal verde intorno.
Spicca tra filari ombrosi di cipressi
il sorriso al vento delle viole.
E come il giorno volge alla sera
così l'estate si approssima alla primavera
nella giostra di stagioni.
Poi giunge la pioggia d'ottobre
che in carezza autunnale i poggi indora.
Ed io ti amo,
mentre dalla solitudine del lago
il mio pensiero a te vola,
poeta,
oggi come allora.
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