Datemi la patente di poeta
Mina Cappussi
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Voglio fare il poeta.
Non è un mestiere, voi dite?
Il poeta si diletta
scrive rime a tempo perso,
la vita è altro
si misura in moneta.
Voglio fare il poeta,
datemi la patente
voglio guidare la gente
al brusio della vita
che batte forte
il suo ritmo latente.
Datemi la patente
per esercitare il verso,
per vivere d’ispirazione,
cantare con l’autorizzazione.
Dovete scrivere
sulla carta d’identità
altezza, colore occhi
professione: poeta.
La patente per esercitare
per regalare emozioni;
c’è una parcella
da pagare,
sonetti che vanno
a peso:
dieci versi
una gabella,
venti righe
premio di produzione;
come per gli operai
e i ragionieri
alla stazione.
Datemi la patente
affitterò un pulmino
e girerò il mondo
per carpire
il segreto dell’anima
lo scroscio della pioggia
il rombo del temporale;
per respirare
l’invasione del blu
il mormorio del silenzio
il volo d’una farfalla
il saluto d’un picchio.
Datemi la patente
non ve ne pentirete
venderò sogni
a prezzi popolari,
li incarto
in ragnatele d’argento
con boccioli
di ranuncoli gialli:
un vero affare!
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L'autore
Mina Cappussi
Commenti (1)
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Maria Fiorella Corazza2 maggio 2017
L'autrice secondo me non ha bisogno di fare la richiesta per la patente di poesia... guida la gente attraverso i suoi versi e la fa sognare e gioire... quindi la patente di poesia già la possiede!

