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Amore 3 maggio 2017 · lettura 3 min · 2562 letture

Il gioco patologico dei sentimenti

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Mi sono innamorato di tua madre, non devo più venire a casa tua, mi spiace Federica, son sincero, perché rispetto la famiglia sua! Lei non sa niente, provo un sentimento, però non glielo posso confessare, voi siete una famiglia religiosa, non voglio certamente rovinare la vostra bella pace familiare, per questo che non posso più venire, perché quando la vedo ... è un tormento, mi sembra stranamente d’impazzire! Tra me e te c’è un’amicizia vera che si trascina dalle elementari, per questo te lo dico in buona fede, non posso darvi guai particolari! E’ meglio se tu vieni a casa mia, così mi tolgo il chiodo dalla testa, ma vedo che tu piangi Federica, capisco che la cosa è alquanto mesta, purtroppo sono sentimenti umani che provo per tua madre, sto sbagliando, però non voglio più continuare a sostenere il punto, sto pensando che non venendo più a casa tua e non scambiando frasi con gli sguardi andrà scemando questa infatuazione, perché per te io nutro dei riguardi! Sei sempre stata la migliore amica, gentile, brava, sempre puntuale, sincera, onesta, piena di dolcezza, non posso certamente far del male a te e alla tua splendida famiglia ed ho rispetto pure per tuo padre! Tu mi capisci, vero Federica? Lo faccio per la stima c’ho in tua madre! ” Ma Federica s’era quasi offesa, piangeva per la rabbia che provava, perché il suo Roberto, ultimamente, neppure la guardava e l’ascoltava! Il cuore le batteva da impazzire, soffriva per la brutta situazione: lui s’era innamorato di sua madre e lei, invece, piena di passione non era corrisposta in nessun modo. Rispose: “Te lo dico a cuore aperto, non sto piangendo per la confessione, perché comprendo che tu hai scoperto un sentimento forte per mia madre che mostra un bell’aspetto giovanile seppure ha quarant’anni e noi diciotto, fa parte dell’amore ch’è febbrile, lor quando scatta il fuoco di passione! La mia angustia, è per tutt’altra cosa, perché speravo che ti dichiarassi ed io sognavo a divenir tua sposa! Sapessi quante volte ti ho sognato, desideravo un bacio naturale, volevo mi stringessi tra le braccia in modo dolcemente passionale! E’ tutto! Non ti posso biasimare se non provi per me un’attrattiva! ” Roberto fissò a lungo Federica, provava una vergogna percettiva ... le disse: “Provo il massimo rimorso, ma non mi sono accorto del tuo amore, perdonami, ti prego, l’amicizia ed il rispetto m’han frenato il cuore! Ci siamo sempre confessati tutto! Che stupido! Ma certo ... la bellezza che vedevo in tua madre, l’hai tu stessa! ” ... La strinse a sé ... con tenera dolcezza! .
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Una particolare attrazione fisica, piccolo peccato di gioventù, per un'amicizia che sta rompendosi, due ragazzi invaghiti in modo diverso, ma rispettosi verso di loro. Un ragazzo che si sente proiettato verso avventure impossibili e una giovane che nutre sentimenti d'amore sinceri, due aspetti della vita che riguardano l'amore sotto due distinte categorie. I sentimenti si affacciano a seconda dei propri istinti, qui la delicatezza della confessione mette a repentaglio un'amicizia che verteva sulla sincerità comprovata dal tempo. Nomi di fantasia.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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