Lapis in fabula
Giovanni Perri
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Conosco questi segni, li conosco:
portano lo spavento dei bambini nel sonno
oppure sono vecchi che ritornano
a vedere i muri della scuola elementare
e sentono la pioggia prima dei gatti
prima ancora delle foglie.
Il tarlo della gioia conosco:
la fame che tempera l'aria e inventa le parole
l'urto invisibile tra parola e parola, la mano che parla
una lingua sentita da lontano.
E tutto sento, persino i minuti di recupero di un film,
la vista che trema sul finale.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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