Re di maggio
alias Marina Pacifici
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Si posa struggente il ricordo di te sul cuore
in un petalo di rimpianto
al sole del primo mattino
che m'accarezza malinconico e dolce
nel solitario mio andare
paterno con il suo raggio.
Il canto del vento mi sfiora
m'illumina la rimembranza d'un sorriso
e nel ricamo tacito delle ore
mi sembra d'averti accanto
nel bacio d'ombra dei ricordi
sul sentiero del faggio.
Sette anni sono passati dall'alba
in cui stanchi i tuoi occhi si sono addormentati
ma come vedi
la nostalgia ancor non m'abbandona
e resiste al tempo e alla tempesta
in tenace ancoraggio.
E oggi torno come allora,
padre,
in solitudine
a cogliere per Te soltanto la rosa scarlatta
nella fragranza amara del più bel sogno infranto,
mio re di maggio.
Di tutto l'amore che mi hai lasciato
sia memoria, intimo canto,
tacita preghiera in una lacrima di poesia
e nel palpito d'ombra
del mio cuore ferito che continua ad amarti
silente omaggio.
©
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