Semplicemente eri la mamma
Nero il tuo vestito
come il fazzoletto in testa,
coperte le gambe
e i piedi nelle pantofole,
alle prime luci del giorno
eri lì con la dolce colazione.
A mezzogiorno la minestra
era sulla tavola che ci aspettava
e alla sera la calda e fumante polenta
gialla e grande come la luna,
una luna per la cena dei tuoi figli.
E ancora nell'ora del sonno
tu venivi a sistemarci le coperte.
Tutto questo donavi a noi
ogni giorno di ogni mese di ogni anno.
Le tue mani non erano più belle,
troppe pentole nere avevano lavato
e troppi bucati... nell'acqua fredda
dell'amata fontana lontana.
Solo gli occhi avevi ancora belli,
erano quelli di una ragazzina,
azzurri nel biondo della tua pelle,
avevano pianto, si erano illuminati
e sulle nostre malfatte si erano scuriti.
Ora, davanti alla tua immagine
io torno a rivivere un dì qualsiasi
di quando ti chiamavo: "Mamma."
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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