Resto
Barbara Filippone
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Il poeta così narrava:
Sento un brusio
è il vibrar delle corde
dell’animo mio
nell’attesa di te.
Attendo...
Attendo paziente
il mutar dell’ora,
altro non ho da far
che sintonizzar
il mio cuor all’anima tua
nel lento trascorrer
del mio quotidiano girovagar.
Ma forte è il dolor
che tutto ciò
non abbia più un senso
mentre ti penso.
L’amara sensazione
dunque
che la tua vita
proseguirà senza me
senza questo fardello
che un tempo
fu per te
misterioso e bello.
Lo sguardo d’improvviso
si posa su quel viso
si posa su una foto,
in un orizzonte che tanto
non fu mai mio,
e quel silenzio religioso,
di un paesaggio delizioso
si rompe ad un tratto
con un fragor gaudioso!
È la tua voce,
un'eco da lontano
che grida:
“resto
ma solo a modo mio”.
Il cuor del poeta
così d’improvviso
si ritrae.
Resta confuso
e non sa se dire “grazie”
oppur “taci, vai via”.
Che senso ha tutto ciò?
Ma cieli immensi ci congiungono
unendo il tuo lì
al mio qui.
Così il poeta aggiunge che
seppur fantasiosa
questa storia sia
al lettor
in assonanza col suo cuor
un regalo fece,
un amor
che seppur immaginato
il suo cuore ha rallegrato.
Dunque il poeta
orsù un senso ha ritrovato,
e nella ricerca di una rima
si congeda dai suoi lettori
con un inchino
che seppur non perfetto
sarà sempre benedetto.
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L'autore
Barbara Filippone
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo23 maggio 2017
Un bel fraseggio di versi intrisi di pensieri di un poeta e del suo senso ritrovato... Belle le immagini che trasmette... Molto apprezzata...

