Ti porto a casa (per te mamma)
claudio coppini
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Troppo duri quei giorni
mancò l’energia per opporsi
alla partenza forzata.
Inaspettato, ora,
arriva il tuo ritorno.
Prima bocche cucite,
poi, preoccupati
da quell’impedimento
non più controllabile.
La telefonata che non aspetti,
a me l’invisibile, inaffidabile.
Poche fragili parole,
vieni c’è un problema.
Più forte è il tuo richiamo.
Sul treno da solo,
guardo fuori dal finestrino,
prego.
Alla stazione,
l’incontro ovattato con Lucia,
L’arrivo a casa, perfetta,
nel suo ordine senza vita.
Dentro si muovono corpi
inquieti, impauriti,
che qualcosa vada storto
Entro in ascolto profondo,
percepisco ansia, confusione,
mancanza.
Squilla il campanello
i pensieri volano via.
La porta si apre
ti vedo- mi vedi,
gli occhi increduli
di stupore.
Cerco di capire.
Adesso le bocche
sono scucite,
chiacchierano di tutto,
hanno un piano per te.
Annuiscono col capo,
provo a sorridere.
Fra me e me...
Non temere, mamma,
accetterò le richieste.
Ho un solo pensiero
portarti via con me.
E in quel momento
una piccola felicità
rassicurò i nostri cuori.
Amore, complicità, tenerezza.
Noi due un’altra volta insieme,
per quel tuo impedimento,
la mia inadeguatezza, forse.
Sai mamma, a me piace pensare,
a quella pazza gioia, tutta nostra,
che tanti anni fa mi benedisse
dentro di te e oggi è più viva
che mai.
©
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L'autore
claudio coppini
Commenti (1)
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e
emiliapoesie3910 maggio 2017
l'affetto di una madre qualunque sia la sua salute è sempre un punto di riferimento nella vita di un figlio un punto che nessun altro affetto può prendere il suo posto... i miei sinceri complimenti..s. f.
