Mia madre
Bruno Leopardi
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Occhi che non fanno più il loro mestiere
e membra che stanche vanno avanti...
M'affaccio un attimo in ieri a rivedere
le mie risate di bambino e i pianti.
Tutto quello che tu fosti per quest'uomo
non può né mai sarà dimenticato,
peró,
fatica questo cuore a non pensare al dopo
che si chiama commiato.
E avanti vita vai, come sempre vai,
ad abbracciar del tempo la sua usura
un giorno anche i pensieri sai,
saran nient'altro che
polvere di segatura...
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (2)
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carla composto10 maggio 2017
bella dedica alla propria madre ricordare tornando indietro nel tempo le belle risate i bei sorrisi che furono gioia per un bimbo intensa e bellissima lirica che mi ha incantato plauso al valente poeta e stima
Paola Galli13 maggio 2017
una dedica profonda e delicata, il tempo passa e ci porta via i ricordi più belli, rendendoci partecipi dell'inevitabile declino delle persone che più amiamo e dalle quali mai vorremmo separarci. Ma resta e sarà eterno del cuore dell'uomo finché vivrà il ricordo del bene, dell'esempio, del dono reciproco dell'amore.


