Gli dei della poesia
Gli dei che quella lingua transalpina
presiedono non più fatto l’onore
m’hanno di visitarmi la mattina,
oppur la sera: non mi danno amore.
Si sono allontanate quelle dee
della poesia spagnola e portoghese:
non concedono spunti, delle idee,
non hanno verso me braccia protese.
E le divinità, poi, dialettali,
le pesaresi e le napoletane,
parole non rivolgono cordiali,
e m’appaiono sempre più lontane.
A visitar, però, mi viene ancora
(io fino a quando certo non lo so)
il dio italiano, quello che anche ora
m’invia i modesti versi che vi do.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (2)
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romeo cantoni11 maggio 2017
...Mi ha detto Apollo (in sogno) che aspetta un sacrificio da te... secondo me poi si commuoverà...vedrai...
carla vercelli11 maggio 2017
La poesia dal greco è "fare spirituale" quindi si presuppone che una qualche divinità intervenga quando siamo colti dal suo sacro fuoco... Sto cercando di immaginarmi le divinità pesaresi e questo mi diverte molto... Versi di grande eleganza, ironia e piacevolezza, molto apprezzati!
