L'inverso
È stato come
quell'ascensore bloccato
tra un piano e l'altro
tu che gridavi e battevi pugni
il volto avvampava
e io bambina ingoiavo paura
legavo il tremore e ti offrivo
i miei occhi per mettere a fuoco
e la mano per dirti che non eri sola.
Troppo giovane per essere guida
e poi troppo vecchia per essere complice
troppo debole per tenermi testa
troppo testarda per starmi a sentire,
sempre vittima e mai in errore.
La mia rabbia ti ha spesso travolto
come un'onda violenta e sappiamo
che non hai mai imparato a nuotare
e oggi che ti guardo invecchiare
nonostante quel po' di rancore
cancellerei qualche frase infelice
che magari hai cucito nel cuore
che magari con qualche silenzio
ci sarebbero stati più spazi
da riempire con semplici abbracci
quelli che non riesco più a dare
dopo tutte le volte passate
a voltarti le spalle e scappare
per poi piangere tutta la notte
e sentirmi come in quell'ascensore.
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