L’altro confine
Patrizia Ensoli
1223 poesie pubblicate
+ Segui

Solo a volte
dalle tegole sbiadite al sole
scivola lungo i vani interni
il bianco dei gigli rubato alla luna.
I vetri graffiati, taciti e presenti
salutano i marinai piccini e lontani
disegnati alla prua del riflesso.
Solo a volte
semichiusa nel grembo
nascosta in una pozza di occhi al cristallo
mi rivelo ai confini del mondo.
E tu, ragazzo di sabbia. Bruciato dal sole e dal mare
chissà dove tieni il cuscino, la bandiera la corona il paese.
(Svelti passano i nomi
nel sangue e nel vino. Esattori di stelle perdute.
Sul davanzale i gerani. Un cane lontano, un gatto che si struscia a un lampione).
Altro confine dal mare. Da me che ti guardo e ti vedo
sotto al tetto sbiadito, lungo un vano bianchiccio rubato al destino.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Angela Rainieri14 maggio 2017
Nello sfondo quasi sbiadito di un panorama distratto emerge un ragazzo con la pelle bruciata dal sole che approda in una terra straniera portando con sé i sogni, i dubbi, le speranze per iniziare una nuova vita... intensa e bellissima, complimenti!
Paola Galli19 maggio 2017
da dietro una finestra a scorger qualcosa d'altro, spiando il riflesso d'una luce nuova, o di una nuova vita. Si respirano questi versi, quasi sussurrati, sofferti, bisbigliando ed allungando lo sguardo verso nuove mete e nuovi confini.


