Immutabile Tempo
Giuseppe Buro
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Non vorrei chiamarti in alcun modo,
solo evocarti in questo assurdo tempo,
invisibile al mio sguardo, nella natura
che non concede niente.
Spengo i sogni e chiamo la luna per
illuminare la sera e delle stelle seguo
la scia per tornare da te ogni volta
che voglio.
Tra la seta d’oriente organza e merletti
vidi acqua riflessa, visi sogni ebbri d'amore,
carezze in dolci sorrisi, su tutto l’ anima tua.
Vuota la mente senza il tuo viso, vagabondo
in cerca dell’eco, di parole care e gentili,
dell’usignolo che saltella nei nidi, delle sorgenti
lungo i pendii.
Mi colga la brezza che accarezza i miei vuoti,
la rugiada che brilla al mattino che nasce,
non smetterò neanche un secondo e
continuo a cercare.
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Giuseppe Buro
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