Si fosse nu pecché (Se fossi un perché)
Peppe Cassese
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Si fosse nu pecché
putesse provvede’.
Si fosse nu paricchio
regnesse a tutte ‘o sicchio.
Si fosse nu pruvasa
mettesse ‘o aiesce e trase.
Si fosse quacche no
vulesse fa sciò-sciò.
Si fosse po’ nu sì
fernesse ‘e appucundri’.
Si fosse na pazziella
cercasse na nennella.
Si fosse nu presiento
facesse testamiento.
Si fosse nu dimane
campasse ddoje semmane.
Si fosse nu l’autriere
ausasse nu crestiero.
Si fosse na speranza
scartasse ‘e male ‘e panza.
Si fosse n’ata chiocca
ie m’appilasse ‘a vocca.
Si fosse na certezza
campasse int'a munnezza.
Ma so’ na scarda ‘e ‘ntecchia
e conto na vessecchia.
Traduzione:
Se fossi un perché potrei provvedere.
Se fossi un parecchio riempirei a tutti il secchio.
Se fossi una latrina metterei un’uscita e un’entrata.
Se fossi qualche no manderei tutti via.
Se fossi poi un sì finirei di essere triste.
Se fossi un giocattolo cercherei una ragazzina.
Se fossi un dono farei testamento.
Se fossi un domani vivrei due settimane.
Se fossi un l’altro ieri userei un clistere.
Se fossi una speranza eviterei i mal di pancia.
Se fossi un’altra testa terrei la bocca chiusa.
Se fossi una certezza vivrei nella spazzatura.
Ma sono una cosa di nessun valore e conto una bolla di sapone.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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poeta per te zaza18 maggio 2017
Se fossi Peppe come fosti e sei, faresti quel che fai: satira e impressioni, condite dalle argute riflessioni.

