La gabbia delle cose non dette

Scialba la luna in una pallida sera
amaro respiro trattenuto a stento
nel ripensare a questa solitudine
che mi accompagna sfacciata
tra polveri fastidiose di ricordi
e le voci di un interminabile addio.
Splendido ciò che ho vissuto con te
e se nel silenzio che mi circonda
ancora risuonano voci in sintonia
più non riesco a ritrovare il tuo viso,
il viso di allora quando donavi gioia
e nutrivi il mio cuore con i tuoi sorrisi...
I nostri fiori coltivati con tanto amore
non hanno più petali colorati di sogni
ma inariditi e scarni steli quasi sgomenti
e oppressi dal peso del tuo abbandono.
Sarà cosa dura la desiderata amnesia
e sarà faticoso il risplendere del sole
ma nel bivio della vita e delle scelte,
nel languore snervante di giorni inutili,
aprirò la gabbia delle cose non dette
per altri cieli privi di illusioni e miraggi...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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