Dar da mangiare agli affamati
Disceso negli antri più tetri,
girovagando nelle bolge annerite dalla fuliggine,
tra miasmi e raccapriccianti lamenti,
uno sguardo posasti sulla tavola imbandita.
Niuno satollo tutti a prendere cibo,
la bocca sempre vuota dove il lungo cucchiaio mai si sarebbe posato,
perché questa sofferenza terribile ad anime maledette,
in terra come qui in questo postribolo.
In su altre anime parevano sazie,
anch'esse con lunghi cucchiai,
ma mangiavano tutte perché s'imboccavano a vicenda.
Forse sarà meglio una mano allungata a sfamare bocche avide che mani ree che rubano e mietono vittime.
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