Il re dei quattro venti
Peppe Cassese
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Io son per te il grande farabutto
spergiuro inconcludente e mangiatutto
il povero clochard senza un passato
dal tempo e dalla vita consumato
in questa piccolissima sentina
che si lamenta e brucia ogni mattina
l’amore le passioni e i sentimenti
il demone beato dei perdenti.
Io son per te la borsa della spesa
che ami trasportare per difesa
come se fosse un cane da parata
per questa specie umana impasticciata
con le mie fissazioni da buttare
nel fondo più melmoso del tuo mare
e pronto a dare sfogo a quei lamenti
che sembrano bastardi impedimenti.
Io son per te né luna né cometa
la lettera che segue analfabeta
il verbo deponente del giammai
il santo protettore dei tuoi guai
un angelo fallito e l’avventura
che splende di riflesso e non ti cura
ma quando bussi e chiedi emolumenti
allora sono il re dei quattro venti.
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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L
Loretta Zoppi20 maggio 2017
Sempre incisive le tue poesie e mai banali gli argomenti, sei il paladino degli oppressi, dei senza casa ma non per questo senza sogni e dignità. Elogio il poeta e segnalo questa stupenda poesia.
