Qualche Dolore
Giuseppe Buro
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Oscillava in sé, raccolta come se stesse
opprimendo un dolore, un canto silente
si elevava al cielo in quel corpo piegato,
dava le spalle al sole e dondolava.
Esistono ancora le ombre, ciglia che
chiamano inganni, ma una brezza di aria
attraversa il suo corpo e un'eco di irti
ricordi nascosti a riva emergono.
Nel cielo guardo rapito, come un dolore
mi appare a lungo sofferto, è il ricordo
di ieri non sarà sempre così.
Miro qualche pallida faccia, volti amati
e baci che nel dolore ho dato a quei volti
rigati, ora l'ingiustizia del mondo ferisce
questo elemento silente.
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Giuseppe Buro
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