Lento ti porti
Tu,
che senza sosta lento ti porti,
lungo l’impervio cammino,
immerso nel fitto bosco,
confuso e immemore stai.
E,
col tuo occhio, pur attento,
non vedi gli alti alberi che,
man mano si diradano,
le tue orecchie, non odono
sbattere d’ali, d’uccelli in volo,
né soavi canti di fanciulle,
in tremuli amori.
Cerchi,
nell’intimo silenzio assoluto,
quel che di te stesso resta,
e alfin stanco, desideri il riposo,
e fermi il passo al limitar
del tempo.
Ti stendi accanto al pozzo della
tranquillità e ripassi la tua storia,
poi, a piene mani attingi e bevi,
la serenità e la gioia che,
al tuo animo serve.
Così,
ritrovato il vigore, tracci la
mappa dell’ultimo percorso,
e segni l’arrivo.
E,
con voce forte e ardita,
lanci il richiamo, alla felicità,
alla compagna che t’ aspetta,
e senza vacillare, riprendi
il cammino sulla strada
della pace.
©
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