Volevo essere felice
claudio coppini
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Fin da ragazzo
avevo un pallino,
volevo essere felice.
Ribollivo di vita.
La musica- il mare
l’amore- la poesia
la notte- il tramonto,
sguardi profondi
un incontro.
Quel ragazzo c’è ancora,
nascosto dietro la barba bianca.
E tu donna, curiosa,
seppur tradita
da un sì forte dolore
che ti tolse il gioire,
che ci fai appresso a me?
Concreta come sei,
non ti accontenti
di quel che vedi,
vuoi toccar con mano
se tutto corrisponde
all’ originale.
Sento la sfiducia, la rinuncia
provocata dal dolore incompreso
provato da bambina.
Troppo il desiderio di bene,
la paura di essere ancora tradita.
Il calore dei corpi li aiuta.
Adesso l’incontro si fa ravvicinato, fisico,
la punta viva dei polpastrelli di lui
stropiccia al rallentatore il corpo di lei
che lentamente riattiva vibrazioni.
Si risveglia dal letargo,
dai graffi della malattia
si scopre cambiata,
ammorbidita, più forte.
E’ una necessità, un gioco
o la rinascita di un amore?
Non so rispondere,
questo incontro con te
si può solo vivere
con lo stupore dei vent’anni,
moltiplicati per tre.
Eccoci qui, occhi negli occhi
dentro il medesimo respiro,
I tuoi piedi avvolti nelle mie mani
Il feeling chimico ed emotivo
funziona ancora, come una bomba
ad orologeria che fa esplodere
bene e piacere insieme.
Ripagati di tutto
siamo grati per il dono della vita,
della sessualità vegliarda.
Fin da ragazzo
avevo un pallino,
volevo essere felice.
Ribollivo di vita.
E ancora oggi in barba
alla mia barba bianca,
mi stupisco ancora.
Miracolo di questo cuore
palpitante di bambino.
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claudio coppini
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