Non c’è

Non c’è che il vento nudo a trastullare
nel gioco della tua complicità
il vecchio adagio della nuova età
che brillo del suo tempo sta a guardare
il sole rosso dato al tramontare
di questo assurda e limpida viltà
che gonfia della sua precarietà
si adegua al nuovo gioco per saltare
sul letto ormai truccato dal passato
con l’ultimo viandante innominato
che nell’orgoglio vede un cielo intero
di dubbi di paure e prigioniero
si spoglia all’improvviso sulla scena
contento della luna nell'arena.
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