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Erotismo 2 novembre 2007 · lettura 2 min · 5473 letture

Mattina dopo

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Evaluna Sperber 73 poesie pubblicate
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Cos'è questa poesia nel suo formato di tastiera perde l'odor di pelle che mano su carta trascina, è metafora in meta- verso il percorso di un pensiero che corpo ha perso. La tua voce umbra ha eccitato la sera ora nel ricordo fluide le dita all'uopo della penna come resina avita rendono d' ambra il desiderio ingordo che la rima dissenna. A volo d'albatros sul tuo fiordo sudato mi tuffo tra i peli del torace dello stomaco del pube di brace aspirapolverando eros. Aggroviglio odori saliva al karcadè sapone e sudori umore e verde tè. Scivola umido il seno sul tuo viso sul tuo corpo di ghisa dal calore di stùbe verso l'arpione tumido che m'infila tra le gambe mentre mani anemoni fluttuano sulle mie natiche alla deriva. Lunga istiga l'onda a cercare la mano che sonda e la carezza di cui mi privo per tornare a scrivere ridare corpo al pensiero. Si muove il bacino sulla sedia imbottita le cosce aperte in supplica cedono alla volontà del dito. Lo lecco ad occhi chiusi scorrono pensieri organolettici a ritmo contrattile come ombre cinesi. Eccolo il tuo volto. Trasparente. Aggrottato. Sento il sibilo aspirato risponde alla virgola preludio al pene. Io scrivo l'amore in attenta punteggiatura. La virgola è una pausa di respiro, un anticipo al dettaglio prima di procedere, un assestamento d'asse, una svirgolata d'anca per meglio specificare il sentire. Il punto invece può esser singolo. Un gemito che tace tra inspiro ed espiro fino alla soglia del resistere o continuo... nel parossismo di capelli sul viso di mammelle che saltano di gocce sulla schiena fino allo spasmo che plasma il piacere. Da questa notte aspettavo ora è mattino e finalmente l'urgenza soddisfatta si sbava placando la mente ed io ti sono grata.
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perlare di erotismo nn sempre vuole le metafore della poesie eppure in ogni desiderio puro che si comunica in modo diretto all'altro io credo ci sia poesia. se sono riuscita a comunicare questo ho raggiunto ciò che io cerco... sorrido al pudore che non vuole franchezza e per poca libertà la chiama durezza... gli aggettivi inutili uccidono la poesia... io ne ho usati il meno possibile... ciò che cerco è immagine.

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L'autore
Evaluna Sperber
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Commenti (1)

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Rasimaco2 novembre 2007

amplesso desiderato... scelta lessicale appropriata alla descrizione... a modesto mio parere l'autrice esplicita attraverso questi versi le bramosie che una donna può sentire