Per l’amor di Minerva!

Le dame, l’armi, le tanti audaci imprese ...
e tu, Minerva, quale guerra giusta:
viril tenzone per un cuor conteso?
Io voglio pace, e tutto cedo, invece.
Di sesso e amore, ormai processo è chiuso ...
vago il richiamo ormai, reminiscente,
in tutto quanto ignoro, ho un interesse
nell’oggi, assai tranquillo, nondimeno.
Di vecchi e nuovi dei, non ho tutele ...
E versi scrivo frivoli ed osceni.
Tu, che conosci, e sai svelar le strade,
a me non suggerir, non pungolare:
È tarda l’ora, ormai, eho già provato ...
non vado a cercar rogne, oggi ammogliato.
E, per te stessa sai, vecchia megera,
più nulla conti, e ancor non l’hai capito!
per adorarti, un tempio, più non hai:
Madonne e santi ti hanno silurata.
Dall’alto seggio Costantin ti tolse
per altro segno, incontrastato ormai;
ti tocca rassegnare a quel Risorto;
naso pizzuto, sai: “Devi abbozzare!”
Dal sottosuolo sorge a volte un marmo:
dove sbarcò Emigrante or son rottami;
raccolti, qui in museo così importanti,
ché a rimirarli vengon da lontano...
Tu, in arti militari gran stratega
che torni al tuo paese è duopo ormai,
Europa contestar, lì è gran fatica:
se non accorri, prevarrà il Germano
Affar per te non fu, seguir Troiano:
comunque vada avrai vita infelice:
dura incombenza avrai col mussulmano!
Chi mal s’adatta c’è, qui, al nuovo corso,
e coi rifiuti al rogo già s’addestra,
or, dei valori scegli parte giusta ...
Ché a Troia sostenesti chi predava!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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