Ciò che ho perso
La mia pelle
parla una lingua
sconosciuta a molti.
Brividi veloci
passano soli, ora,
ad increspare l'anima,
mentre i passi
distratti calpestano
i pensieri.
Allora, mi trovo
a guardare una foto...
C'è il rosa dei petali,
dolci profumi
di alleanze passate,
che negli occhi
ancora brillano,
ma nessuno si cura
di raccogliere...
Basterebbe una bottiglietta elegante,
da mettere in camera
per odorarla e carezzare
la pelle, per fare mia quella
fragranza ..., che faccia voltare
chi mi passa accanto
e lo faccia restare,
che mi faccia ricordare...
in una scia che abbia i miei occhi.
C'è un cielo che piove
carezze, ma ora è
inverno attempato,
declino di anni
di panni sdruciti,
e non posso più
sentire la pace
persa tra le rughe.
C'è una luce, infondo,
calamita potente
che attira il mio cuore,
ma a cui ancora
non mi è dato arrivare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
B
Tutte le opere →
L'autore
Benedetta Di Nunno
Adoro scrivere per emozionarmi, perché fermo nero su bianco la magia di vivere. Felici o tristi, vale sempre la pena. Ho pubblicato un libro di prosa e poesia e cerco di farlo vivere. Ho conseguito un diploma tecnico di ragioneria e ho lavorato per ben 30 anni in un'azienda che ora ha chiuso. Ho 50 anni, sposata da
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Patrizia Muttoni6 giugno 2017
Malinconia di un amore che fu ma che rimane nel cuore come ad allietare le sere in solitudine.
