Un avventore delicato
Era una sera buia, tempestosa,
e quel rappresentante di commercio,
dopo giornata lunga e faticosa,
tra le montagne s’era quasi perso.
Il morso della fame era opprimente,
ché a mezzodì mangiato non aveva;
vide una trattoria ben confacente
al caso suo: "Cucina assai sincera" .
Entrato nel locale, il cameriere
gli propose la lingua di vitello:
"Mangerà questo piatto con piacere;
è una delizia nostra, sa, non erro! "
L’uomo rispose: "Sono delicato,
e ciò che nella bocca ha un animale
io non ho mai gradito, anzi ho schifato;
sono queste parole mie ben chiare? "
"Possiamo prepararle, se lei vuole,
un piatto meno rustico, più fino:
mi dica lei ciò che mangiare suole! "
"Mi porti, ovvia, due uova al tegamino! "
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Franca Merighi3 giugno 2017
Veramente una comicità come si suol dire, a scoppio ritardato, uno si domanda: cosa hanno di comico due uova al tegamino? Molto! se pensiamo che il nostro protagonista era schifato dalle cose che un animale aveva in bocca... (!!!!!)...
