Lettera alla Luna
Ti lasciasti guardare
dalla finestra d’un locale
languida com’eri.
Ricordo che m’accorsi,
del tuo essere speciale,
quando in quella notte fonda,
illuminasti il mio essenziale.
La tua bianca luce,
come veste d’una sposa,
fece luccicare,
la mia splendida morosa.
Lei,
posata sul lettino
in riva al mare,
l’acqua calma e limpida
ove quasi ci specchiammo,
ed infine,
quel nostro bacio
al sapore di sale.
Tutto parve una promessa
per il nostro futuro.
Ci accompagnasti
nei punti più bui,
nelle zone più oscure,
senza mai chieder nulla in cambio
fuorché la nostra felicità
nell’apprezzarti.
Fummo al tuo cospetto.
Rendesti splendente
il mondo nella notte,
continuasti poi a difenderci
da incubi e vendette.
Ti voltasti la mattina,
senza dar l’addio al pianeta,
da lassù tu ci guidasti,
per trovar la nostra meta.
©
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