Quante volte ancora
Quante volte ancora
hanno teso mani,
per cogliere frutti di polvere
dall'arida terra
da piante di filo spinato.
Quante volte ancora
hanno arato campi,
con passi inermi.
Mentre s'udiva il rumore
dei zoccoli di metallo
d'animali in lamiera.
Quanti frutti ancora
dall'aspro sapore.
Finché la memoria
abbia fissa dimora
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
n
Tutte le opere →
L'autore
ninomenghi
Nato a Roma il 19 settembre 1971.Autore esordiente che si permette di proporre i propri pensieri,tentando di cogliere la quotidianità.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Carla Natali3 novembre 2007
Inizio pregevole, ma quell'”ancora” stride parecchio. A mio parere chiede un verbo al futuro, non al passato come hai indicato tu. Nel finale mi sono persa: mio limite? La parola agli altri.