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Fiabe 3 novembre 2007 · lettura 2 min · 1795 letture

”l'isola sparita”

B
Bruno 94 poesie pubblicate
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In questa lunga vita mia di fiabe io ne ho già vissute tante, e giuro non vi dico una bugia se vi racconto quella più importante. Quando passavan le carrette tirate dalla forza della gente, quel cigolio di vecchie biciclette la fiaba che mi torna nella mente. Accadeva sempre il sabato mattina quando tornava il padre dalla ditta ci vestivamo in fretta e via... in cucina a fare colazione tutti in fretta. La mamma avea già preparato tutto secondo il tempo che faceva fuori, ricordo che se nevicava di brutto, avevo un bel cappello con ricamato i fiori. Un bacio a tutti quanti lei ci dava prima che partivamo a tutta fretta, la mano tesa che ci salutava e via... a tirare forte la carretta. Un solo punto era quel ritrovo dove portare il ferro della guerra raccolto lungo il fiume da mio padre fili di rame, latte di alluminio e pure secchi da far pesare all’allora Gino il ferrivecchi. Se andava bene l’umile raccolto ci trovavamo tutti un bel regalo, a mio padre nazionali senza filtro a mia madre portavamo il pollo. Ora quell’isola felice non c’è più è sprofondata insieme ai miei ricordi, la fiaba della mia gioventù che mi riporta agli anni miei più verdi.
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quando si diceva che: ”bisogna tirare la carretta” se il mondo va ancora avanti cosi dovrò rispolverarla.

B
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Bruno
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Commenti (6)

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Paolo Ursaia3 novembre 2007

Il poeta tratta l'argomento della poesia con la dolcezza del ricordo, col sapore della nostalgia, con amore e delicatezza

Triste3 novembre 2007

”L'isola sparita... ”sembra proprio la famiglia felice di una volta, dove anche ”tirare la carretta” era una festa, perché si respirava la gioia della condivisione e ci si accontentava delle piccole cose, un bacio della mamma, la tavola imbandita... con il gusto di assaporare un piatto semplice ma preparato con maestria e tanto amore.

M
Maria Francesca3 novembre 2007

Un'episodio della vita, con i suoi cerimoniali, diventa una fiaba personale.Nitidi i ricordi, fanno entrare il lettore nella vicenda ed egli leggendo partecipa agli avvenimenti.Trovo che la scrittura dei versisi adatti al testo.Si legge inoltre un velo di nostalgia

M
Manuela Magi3 novembre 2007

Sono versi bellissimi.Si sente che l'autore ha vergato le parole di getto, perché sono impresse nel suo cuore.Ho visto con tenerezza la sua mamma che si prodigava al mattino per la sua famiglia. la sua nota. e grazie di farmi partecipe delle continue emozioni.

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Franca Canfora4 novembre 2007

I ricordi dell'infanzia, della felice isola familiare, colori di un tempo andato. Bella e piena di tenerezza

P
Patrizia Rossi10 ottobre 2011

Componimento dal sapore agrodolce di un ricordo dai colori sfumati, incorniciato dal cuore, ingiallito dai sospiri di un tempo passato il cui ricordo riporta ad una materna, delicata carezza. Piacevolissimo