Amico mio
Eleuterio Cimini
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Ciao, amico
amico mio caro!
Rivederti oggi mi dà felicità
sapida di tristezza.
Quanto tempo è passato
da quel dì che sei scappato
mille fiori son sbocciati
ormai
nei giardini del mio tempo
da quando un po’ spaccone
fissavi dritto gli occhi l'infinito
come se fossi stato tu
il padrone del mondo
e il cielo con la terra ti spettavano di diritto.
Ricordi poi,
quando mi puntavi il dito sorridendo e,
baldanzoso
cercavi di vendermi i tuoi sogni?
Povero amico mio ora sei diverso,
sei cambiato...
Hai perso la partita nei confronti della vita!
Ma dei tuoi sogni? Delle tue avventure?
Che ne è stato?
Son forse svaniti nel mare della tua sfrontata voglia di libertà
a tutti i costi?
Pena mi fai, amico caro
ma ti capisco e taccio!
Sei per me un libro aperto
lo leggo dalle rughe che porti nella faccia
scavata dal vento arido dei tuoi mille destini vissuti.
Ogni tua ruga una sconfitta!
©
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L'autore
Eleuterio Cimini
"La Poesia è fedele compagna dell'immortalità e con essa traccia sentieri senza fine illuminando con luce buona l'oscurità e le incertezze delle stagioni..." - Eleuterio Cimini -
Commenti (1)
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Duilio Martino8 giugno 2017
Emerge una profonda contraddizione (felicità e sapida tristezza). In realtà quel sottolineare gli altrui fallimenti ha più il sapore di rivalsa che di compassione... O forse sono presenti entrampi i sentimenti.

